Albero Colorato

Perché “Come Alberi”

C'è un gesto semplice che facciamo quando osserviamo un albero: alziamo gli occhi, seguiamo il tronco e lasciamo che lo sguardo salga fino ai rami, alle foglie su su fino al cielo e per un attimo ci sentiamo proiettati in alto e ci chiediamo come fa ad arrivare fino lassù a sfiorare il cielo.

La risposta è nascosta sotto i nostri piedi.
Un albero non può toccare il cielo se non ha radici profonde, espanse, vive. Radici che cercano acqua, nutrimento, stabilità;  radici che affondano nel terreno, che si intrecciano, che creano rapporti.

Ciò che vediamo in alto è possibile grazie a ciò che esiste in basso, ed è così anche per noi esseri umani.

Viviamo in un'epoca in cui ci viene chiesto di essere di più: più veloci, più performanti, più visibili. Essere “meglio degli altri” sembra diventato più importante che essere noi stessi.

E in questa corsa verso un cielo che non abbiamo scelto rischiamo di perderci: perdere di vista i nostri sogni, i nostri talenti, i nostri desideri e diventa facile dimenticare chi siamo davvero.

Per questo il radicamento è essenziale.
Perchè sono le nostre radici a ricordarci la direzione, a riportarci a casa, a dirci: “ Non devi salire più in alto degli altri, devi seguire la strada del tuo cuore”.

Le nostre radici sono fatte di esperienze, emozioni, storie, ferite e risorse.
Un albero non ha paura di avere radici profonde: sa che più sono forti, più può aprirsi al cielo.


“Come Alberi” è un invito per ricordare che anche noi abbiamo una parte invisibile, potente, che merita ascolto. A non correre soltanto verso la cima, ma a tornare dove tutto inizia, a riconoscere che ciò che ci sostiene è già dentro di noi, anche se non lo vediamo (ancora).

Solo chi si riconnette alle proprie radici può trovare il proprio cielo, la propria autenticità, la propria direzione, la propria missione, il proprio sé più vero.

Quello che c'è sotto c'è sopra. C'è una legge silenziosa nella natura: ciò che accade in profondità si riflette in superficie. E ciò che è dentro è fuori.

Ma questo merita un capitolo tutto suo – e lo racconterò in un altro articolo
 

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