Quello Che C è Dentro C è Fuori

Quello che c'è dentro, c'è fuori

Quello che c’è dentro, c’è fuori
C’è un modo tutto nostro di guardare il mondo.
Non lo vediamo mai davvero “com’è”.
Lo vediamo come siamo.
Ogni esperienza, ogni ferita, ogni paura rimasta sospesa negli anni diventa una lente
invisibile che portiamo negli occhi. Una lente che filtra ciò che accade e lo colora con la tinta
del nostro passato.
E così l’esterno diventa uno specchio:riflette ciò che abita dentro di noi, anche quando non
ce ne accorgiamo.
Molte volte viviamo il presente come se fosse una copia sbiadita di ciò che è accaduto
vent’anni fa.
Se una volta ci hanno feriti, ci aspettiamo la stessa ferita.
Se una volta non ci hanno visto, crediamo ancora di essere trasparenti.
Se un sogno è stato spezzato, temiamo che ogni nuovo inizio si spezzerà allo stesso modo.
E senza volerlo, camminiamo nel mondo con il timore che la storia si ripeta.
Non perché la realtà lo chieda, ma perché la nostra memoria anticipa la scena.
Il risultato?
Reagiamo più alla nostra storia che alla vita che abbiamo davanti.
Il filtro dell’irrisolto
Gli irrisolti, quei fili lasciati aperti, continuano a tirare.
Ci fanno vedere pericoli dove c’è spazio, limiti dove c’è possibilità, minacce dove c’è soltanto
un’altra persona che sta vivendo la propria vita.
L’esterno non è crudele: è neutro.
Siamo noi che gli diamo un nome.
Siamo noi che, senza accorgercene, gli chiediamo di assomigliare al nostro passato.
Finché non portiamo luce dentro, il fuori continuerà a parlarci con la voce di ieri.
Quando cambia l’interno, cambia il mondo.
Il cambiamento non comincia dal mondo esterno.
Comincia da una scelta silenziosa: quella di guardare dentro con sincerità e gentilezza.
Quando una ferita viene vista, smette di comandare.
Quando una paura viene ascoltata, smette di urlare.
Quando un ricordo viene compreso, smette di definire il futuro.
E lentamente lo sguardo cambia. Dico sempre una cosa ai miei clienti: “quando cambi tu, cambia tutto il mondo attorno a te”.
E con lo sguardo cambia tutto il resto: le relazioni, le opportunità, i limiti che credevamo invalicabili.
Ci accorgiamo che il mondo non era contro di noi.
Stava solo aspettando che togliessimo la lente che lo deformava.
Ogni volta che trasformiamo qualcosa dentro, il fuori si apre.
Non perché diventi più facile, ma perché diventiamo più liberi.
Liberi di vedere ciò che c’è, non ciò che temiamo, liberi di iniziare, liberi di accogliere la vita come nuova,
senza farle pagare il prezzo del passato.
Perché quello che c’è dentro crea il nostro modo di stare al mondo.

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